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Cercando di fare l’account, tentando di accontentare un po’ tutti


Riflessione sul non convenzionale

Faccio parte del Crazy marketing Network (lo potete vedere nella sidebar). E’ un Network di professionisti che credono in parecchie cose che potete trovare nel Manifesto del Crazy Marketing Network che io condivido, nella maniera più assoluta.

A volte, però, mi pongo delle domande.

Che cos’è il non-convenizionale?

Basandoci puramente sulla semantica, non convenzionale è ciò che esce dalle convenzioni, dalle abitudini, dalle tradizioni.

Quindi: in un contesto come il mio, dove il marketing americano anni ‘50 sta iniziando a prendere piede, dove l’impresa sta iniziando a fugare i suoi sospetti nei confronti di questa disciplina, dove l’imprenditore sta imparando a pronunciare la parola budget, dove si colloca il non convenzionale?

Se quando propongo ad un mio cliente una strategia di fidelizzazione mi guarda storto, come posso proporgli una campagna virale, un evento iperlocalizzato, uno stickering, un guerrilla o un più semplice contest…?

Temo che la risposta sia drastica: per alcune aziende, non convenzionale significa uscire dalle SUE tradizioni, significa utilizzare la parola marketing, significa iniziare oggi un percorso di apprendimento sulla disciplina che è iniziato più di mezzo secolo fa.

Scusate lo sfogo e il tono un po’ pessimistico, ma ho appena ricevuto una telefonata da parte di un cliente che mi ha fatto cadere le braccia (per non essere volgare) e mi stanno ancora rotolando sotto la scrivania

Appena mi sono ripreso lo scrivo su Gentile Cliente

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I computer nuovi

Negroponte, in Being digital, affronta il problema del valore dell’informazione.

Proprio all’inizio del suo libro racconta di quando alla reception di un’azienda gli viene chiesto il valore del suo portatile “il vecchio Power Book”. La sua valutazione oscilla tra uno e due milioni di dollari.

Quanto sto rischiando a passare i dati del mio computer su quello nuovo?

Nel dubbio ho creato due copie di backup che si aggiungono a quello che quotidianamente viene eseguito in automatico.

Credo che sto per diventare paranoico.

Ma meglio così: mi hanno raccontato che, anni fa -era un venerdì- un mac ha perso, per uno sbalzo di tensione, il disco principale e quello di backup in un colpo solo. Fortunatamente è andato perso solo il lavoro attivo in quel momento, non ancora archiviato dal momento che era in attesa nel limbo del visto si stampi del cliente per andare in macchina il lunedì successivo: era un bilancio di De Longhi, ricomposto interamente durante il week end e consegnato al tipografo regolarmente lunedì mattina.

Ora faccio il backup anche della cronologia di Firefox.

E il vostro computer quanto vale?

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