Accountentando

Cercando di fare l’account, tentando di accontentare un po’ tutti

Archivio per la categoria ‘Riflessioni’


Riflessione sul non convenzionale

Faccio parte del Crazy marketing Network (lo potete vedere nella sidebar). E’ un Network di professionisti che credono in parecchie cose che potete trovare nel Manifesto del Crazy Marketing Network che io condivido, nella maniera più assoluta.

A volte, però, mi pongo delle domande.

Che cos’è il non-convenizionale?

Basandoci puramente sulla semantica, non convenzionale è ciò che esce dalle convenzioni, dalle abitudini, dalle tradizioni.

Quindi: in un contesto come il mio, dove il marketing americano anni ‘50 sta iniziando a prendere piede, dove l’impresa sta iniziando a fugare i suoi sospetti nei confronti di questa disciplina, dove l’imprenditore sta imparando a pronunciare la parola budget, dove si colloca il non convenzionale?

Se quando propongo ad un mio cliente una strategia di fidelizzazione mi guarda storto, come posso proporgli una campagna virale, un evento iperlocalizzato, uno stickering, un guerrilla o un più semplice contest…?

Temo che la risposta sia drastica: per alcune aziende, non convenzionale significa uscire dalle SUE tradizioni, significa utilizzare la parola marketing, significa iniziare oggi un percorso di apprendimento sulla disciplina che è iniziato più di mezzo secolo fa.

Scusate lo sfogo e il tono un po’ pessimistico, ma ho appena ricevuto una telefonata da parte di un cliente che mi ha fatto cadere le braccia (per non essere volgare) e mi stanno ancora rotolando sotto la scrivania

Appena mi sono ripreso lo scrivo su Gentile Cliente

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Scoramento a caldo

L’idea è anche buona, può funzionare. Fai una prima ricerca, cerchi, studi, analizzi. Forse è un servizio B2B valido. Chiami dei collaboratori esterni, spieghi la tua idea, piace anche a loro.

Ognuno fa il suo, sembra non ci sia nulla di simile in giro.

Dopo qualche giorno l’amara scoperta, per di più cercando tutt’altro.

E quindi la domanda: vale la pena offrire un servizio web-based simile a quello di qualcun altro?

Certo, nell’off-line esiste la concorrenza, ma con il web non si corre il rischio di sentirsi dire: “bella cosa copiare un servizio”? Sarà il mercato a decretare il successo o meno di un’iniziativa? O partiamo già azzoppati?

Ai posteri l’ardua sentenza.

[progetti nel cassetto totali: 4]

Pulizie di natale

Dobbiamo farlo sapere, dobbiamo rendere edotta la popolazione del mondo (e soprattutto Peppe che nella sua pizzeria a Vetralla ha una serie di cartoline del tipo: “alba in val padana, tramonto in val padana, giornata in val padana” tutte raffiguranti lo stesso, fitto banco di nebbia): La nebbia in val padana NON ESISTE.
Si tratta solo del mio parabrezza sporco di nicotina. Oggi l’ho pulito (a fatica): ho visto un mondo nuovo.
Inoltre, pulendo l’interno della macchina, ho trovato

  • 10,00 â?¬ in monete di vario taglio;
  • 7 pacchetti di sigarette vuoti sotto i sedili;
  • 2 bottigliette d’acqua vuote;
  • 4 fazzoletti di carta buoni dentro altrettanti sacchetti;
  • 10 accendini funzionanti;
  • 2 caricabatteria da auto della nokia;
  • un auricolare wired nokia;
  • due auricolari blue tooth nokia;
  • 1 caricabatteria da auto della asus;
  • 1 astuccio di alluminio che ho ricevuto comprando 10 caffè al bar e ho riciclato per tenere i miei biglietti da visita (ieri sera ho incontrato un membro del reparto ricerca e sviluppo di Atala e voleva un mio bigliettino);
  • 1 cellulare nokia ancora funzionante da passare a mia mamma che il suo ha la batteria esaurita;
  • 1 maglietta con logo ricamato vinta alla cena aziendale dell’impresa della mia ragazza;
  • 3 penne e 1 matita a punta grossa;
  • biglietti da visita vari;
  • 3 slim-case e 4 cd sprovvisti di custodia (nessuna possibilità di accoppiamento corretto);
  • una cerniera per legno (ho fatto un lavoro di bricolage in agosto);
  • una sorpresa dell’ovetto kinder (una talpa su materassino);
  • una gomma da masticare non masticata ma pestata;
  • un flacone di un non meglio precisato liquido da utilizzare per gli impianti di riscaldamento a pavimento, frutto di un servizio fotografico e di un reso non effettuato.

… bhe, buon natale a tutti!

Pulizie per il W3C

Il World Wide Web Consortium, per gli amici W3C, è un consorzio nato con lo scopo di stilare degli standard per il world wide web (www, o 3w). Non sono certificazioni, né tanto meno è obbligatorio aderirvi; tuttavia, secondo molti, avere un sito o un blog che è “valido” secondo gli standard w3c è uno dei tanti fattori che possono portare ad un buon posizionamento sui motori di ricerca.

Ergo il bravo account non sta fermo e sottopone l’home page del suo blog all’esame finale. Risultato: 50 errori, il codice del sito non valido.

Dopo un paio d’ore sono riuscito a debellare 48 dei 50 problemi riscontrati. I problemi riguardavano il codice:

  • widget di terze parti:

flickr e twitter: li ho eliminati fisicamente, se proprio non resistete potete raggiungere direttamente i miei account twitter e flickr

  • casini vari dell template di wordpress, tra l’altro non ancora risolti (me ne mancano due, dovrò sentire il mio webmaster)
  • errori di codice in alcuni post di quelli presenti nell’home page
  • problemi per la scelta di tag (non utilizzare mai tag con la & per unire due parole, nemmeno se si tratta dei ricchi&poveri, meglio scrivere [tag]ricchi-poveri[/tag].

E tutto questo per cosa? per vedere se correggendo questi piccoli problemi google mi prende più in simpatia, lo stesso google che non va proprio benissimo secondo gli standard w3c.

Comunque, se vi interessa, ecco come il World Wide Web Consortium giudica accountentando.

Sono tentato di riprovare l’esperimento per ogni singola pagina (non dovrebbero esserci problemi) e per il codice di ogni singolo post (forse ho dei problemi). A mia parziale discolpa, se convinco un cliente ad usare un blog, almeno so di cosa parlo per esperienza personale.

Come sei diventato blogger?

Clyde mi aveva invitato alla compilazione di questo meme in data 28 novembre.
Mi sa che lavoro troppo.
Vediamo un po’…

Cosa ti ha spinto ad aprire un blog?

Sperimentazione direi. Non sono nuovo al mondo blog, ne ho tenuto uno che ora rinnego. Accountentando nasce dalla voglia di sfatare certi falsi miti del marketing (con un occhio di riguardo alla comunicazione) che mi sono rimasti dall’università. l’impatto con la realtà è stato durissimo, e mi sono autoproclamato salvatore di tutti gli studenti di scienze della comunicazione (e ce ne sono tanti) che da grandi vogliono fare “il pubblicitario).

Il tuo primo post?

Da grande farò l’account, quale titolo migliore per il primo post di un blog di questo tipo?

Il post di cui ti vergogni di più?

Io non provo vergogna, mai: sono apparso anche nudo su una pubblicità, passando da account a modello, secondo voi posso provare vergogna per qualcosa?

Il post di cui vai più fiero?

Direi che il post di cui sono più fiero è cronistoria di un account. Sono sempre fiero dei miei successi!

Non passo il meme: non mi piace portare avanti queste catene.


  • Commenti Recenti

    • Woman: Mooolto carino… anche io mi sono Manghizzata ;) Buona giornata :)
    • Yoc2008: Grazie a voi per darci voce ma soprattutto per divertirvi a reinventarvi ogni giorno. Presto sarà attivo...
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