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	<title>Accountentando &#187; Marketing</title>
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	<description>Cercando di fare l'account, tentando di accontentare un po' tutti</description>
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		<title>Il marketing analitico</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 23:39:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>account</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo un po&#8217; di tempo, ritorno sui libri e sulla tastiera per riprendere il discorso dal punto in cui la&#8217; avevo lasciato. Parlando di gestione del marketing, ho accennato all&#8217;esistenza di 3 macro-aree o funzioni del marketing management: area analitica area strategica area operativa Queste tre macro-aree sono così suddivise solamente per poterle meglio studiare: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un po&#8217; di tempo, ritorno sui libri e sulla tastiera per riprendere il discorso dal punto in cui la&#8217; avevo lasciato. Parlando di gestione del marketing, ho accennato all&#8217;esistenza di <a title="Il marketing management" href="http://www.accountentando.com/2007/11/12/il-marketing-management/" target="_blank">3 macro-aree o funzioni del marketing management</a>:</p>
<ul>
<li>area <strong>analitica</strong></li>
<li>area <strong>strategica</strong></li>
<li>area <strong>operativa</strong></li>
</ul>
<p>Queste tre macro-aree sono così suddivise solamente per poterle meglio studiare: nella realtà  quotidiana di un&#8217;impresa votata al marketing, queste tre fasi si <strong>incrociano </strong>e si <strong>intersecano </strong>andando a <strong>modificarsi</strong>, ampliarsi ed approfondirsi <strong>a vicenda</strong>.</p>
<p>La prima macro-area è quella del <strong>marketing analitico</strong>.</p>
<p>Lo scopo di questa funzione è quello di <strong>raccogliere </strong>tutte le <strong>informazioni </strong>che possono rivelarsi <strong>importanti </strong>ai fini di una buona riuscita dell&#8217;<strong>approccio al marketing</strong> di un&#8217;impresa.</p>
<p>Gli oggetti di studio di questa area sono il <strong>mercato </strong>(analisi esterna) e <strong>l&#8217;impresa stessa</strong> (analisi interna).</p>
<p><strong>Analisi esterna </strong></p>
<p>Innanzitutto bisogna capire cosa si intende per <strong>mercato</strong>. Molto semplicemente si può intendere il mercato come il <strong>luogo </strong>(non necessariamente fisico) che <strong>comprende </strong>tutte le persone interessate alla <strong>vendita </strong>e all<strong>&#8216;acquisto</strong> di un determinato prodotto. In parole più &#8220;tecniche&#8221; è il luogo dove si incontrano <strong>domanda </strong>ed <strong>offerta</strong>.</p>
<p>Queste due entità , la domanda e l&#8217;offerta, sono la <strong>base</strong> di ogni scambio economico e diventa quindi fondamentale per un&#8217;impresa capire come queste si comportino.</p>
<p>La <strong>domanda </strong>è composta da tutti gli <strong>acquirenti </strong>(potenziali ed attuali) di un determinato bene (prodotto e/o servizio). L&#8217;<strong>offerta</strong> è composta da tutti i <strong>venditori </strong>del bene in oggetto.</p>
<p>In prima battuta possiamo dire che l&#8217;analisi esterna si compone delle analisi</p>
<ul>
<li> della <strong>domanda</strong>: e quindi un&#8217;analisi approfondita del <strong>consumatore </strong>del suo <strong>comportamento </strong>e della sua <strong>segmentazione</strong>;</li>
<li>dell&#8217;<strong>offerta</strong>: e quindi un&#8217;analisi approfondita della <strong>concorrenza</strong>, della propria <strong>posizione</strong> nei confronti dei <strong>competitors </strong>e del <strong>settore </strong>di business più in generale, per capire gli ambiti in cui si andrà  ad operare in regime di concorrenza.</li>
</ul>
<p><strong>Analisi interna</strong></p>
<p>Assodate queste analisi, è indubbio che l&#8217;impresa deve per forza di cose fare <strong>un&#8217;analisi di sé</strong>. Sarebbe un comportamento masochistico (se non da kamikaze) <strong>affrontare</strong> il <strong>mercato </strong>per un nuovo prodotto che si vuole vendere <strong>senza conoscere</strong> notizie fondamentali cose sulla propria impresa.</p>
<p>Queste analisi, che possono andare dalle <strong>forze/debolezze</strong> fino all&#8217;attenta analisi dei<strong> costi di produzione</strong>, dovrebbero avvenire a monte. Può capitare (e mi è capitato) di assistere a <strong>fallimenti </strong>dovuti alla volontà  di vendere un prodotto che non dava <strong>margini di contribuzione</strong> sufficienti, che portava un fatturato elevato a fronte di utili scarsi o quasi pari a zero. Avere il coraggio di interrogarsi a fondo per cercare di capire quali sono le proprie capacità  effettive non è sempre facile, ma di sicuro sempre paga.</p>
<p>Inoltre ho notato spesso una totale mancanza di un progetto di <strong>marketing interno</strong> che, in un&#8217;ottica di orientamento al marketing management, dovrebbe risolversi nel</p>
<blockquote><p>[...] trattare i dipendenti come clienti. Dovrebbero sentirsi soddisfatti del loro ambiente di lavoro e dei rapporti con i colleghi a tutti i livelli gerarchici, oltre che dei rapporti con il datore di lavoro come organizzazione.</p></blockquote>
<p align="right">[<a title="Management e marketing dei servizi, Christian GrÃ¶nroos" href="http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-gronroos_christian/sku-12382102/management_e_marketing_dei_servizi_.htm" target="_blank">Management e marketing dei servizi</a>, Christian Gronroos, Torino, ISEDI, 2000].</p>
<h6><a title="Indice della categoria marketing" href="http://www.accountentando.com/il-marketing/" target="_blank">indice</a></h6>

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		<title>Il marketing management</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Nov 2007 22:28:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>account</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver definito il marketing si rende necessario capire come si svolgono queste attività  volte ad uno scopo. Molto spesso si può cadere nella facile tentazione di confondere il marketing con la comunicazione o, peggio, con la publbicità . Tutto questo è troppo facile. La gestione del marketing viene suddivisa in tre macro-aree ben distinte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver definito il <a href="http://www.accountentando.com/2007/10/22/il-marketing-una-definizione/" target="_blank">marketing</a> si rende necessario capire come si svolgono queste attività  volte ad uno scopo.<br />
Molto spesso si può cadere nella facile tentazione di confondere il marketing con la comunicazione o, peggio, con la publbicità .<br />
Tutto questo è troppo facile.<br />
La <strong>gestione del marketing</strong> viene suddivisa in tre macro-aree ben <strong>distinte </strong> per ciascuna della quale  è necessaria una preparazione specifica.</p>
<ul>
<li>il marketing <strong>analitico</strong></li>
<li>il marketing <strong>strategico</strong></li>
<li>il marketing <strong>operativo</strong></li>
</ul>
<p>Di per sè non è nulla di difficile: <strong>conosco, decido come fare cosa, lo faccio</strong>.</p>
<p>In velocità.</p>
<p>Nella fase <strong>analitica</strong> del marketing viene analizzata la realtà del mercato al quale mi voglio affacciare (<strong>analisi esterna</strong>) non prima di aver capito quali sono i passi compiuti e quelli da compiere (<strong>analisi interna</strong>).</p>
<p>La parte <strong>strategica</strong> del marketing comprende tutte quelle azioni volte alla decisione delle linee di sviluppo del progetto fissando <strong>budget</strong>, <strong>timelines </strong>e <strong>risorse</strong>.</p>
<p>Infine, la parte <strong>operativa </strong>del marketing comprende tutte le attività  che nel breve periodo <strong>mettono in essere</strong> le strategie decise nella precedente fase strategia.</p>
<p>Come si può ben vedere nelle quasi 1.500 battute che ho dedicato a questa elementare sintesi, ho utilizzato le parole <em>comunicazione</em> e <em>pubblicità </em> solamente per stigmatizzare l&#8217;usanza di credere che marketing, comunicazione e pubblicità  siano sinonimi.</p>
<p>Infatti, ma lo si vedrà  un po&#8217; più avanti, la comunicazione e la pubblicità  fanno parte di una delle parti (che bello) della terza parte (no, fase) del marketing management. Traduco: la terza fase del marketing, quella chiamata operativa, è composta dal cosiddetto <strong>marketing mix</strong>, ovvero dall&#8217;insieme delle <strong>leve </strong>(strumenti) che vengono utilizzati per raggiungere gli obiettivi; e la comunicazione e la pubblicità  non sono altro che leve</p>
<p>Dire che la comunicazione è il marketing significa utilizzare una figura retorica chiamata <a title="wikipedia - sineddoche" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sineddoche" target="_blank">sineddoche</a> in un ambito che di retorico non ha nulla.</p>
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		<title>Il marketing: una definizione</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 18:46:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>account</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[A dare una definizione di marketing ci hanno provato in tantissimi. Le definizioni sono tutte valide (quasi) ma non tutte sono esaustive. Per molti marketing Ã¨ sinonimo di comunicazione (brrrividi e ci rivediamo al prossimo appello); per altri il marketing Ã¨ tutto ciÃ² che puÃ² portare un azienda sul mercato. Personalmente la definizione che piÃ¹ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A dare una definizione di marketing ci hanno provato in tantissimi.</p>
<p>Le definizioni sono tutte valide (quasi) ma non tutte sono esaustive. Per molti marketing Ã¨ sinonimo di comunicazione (brrrividi e ci rivediamo al prossimo appello); per altri il marketing Ã¨ tutto ciÃ² che puÃ² portare un azienda sul mercato. Personalmente la definizione che piÃ¹ mi piace e piÃ¹ condivido Ã¨</p>
<blockquote><p>Il marketing Ã¨ il complesso di attivitÃ , programmate, organizzate, controllate, che partono dallo studio del cliente/consumatore, dallo studio della domanda e della concorrenza ed attuandosi in forma integrata sono volte al conseguimento degli obiettivi aziendali di medio/lungo termine, attraverso la soddisfazione del cliente.</p></blockquote>
<p align="right">[Il nuovo marketing in Italia Sergio Cherubini e Giorgio Eminente, Franco Angeli, 2004].<br />
Nel sito dellâ??editore Ã¨ disponibile la <a href="http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?ID=159&amp;Tipo=Libro&amp;strRicercaTesto=&amp;titolo=Marketing+in+Italia%2E+Per+competere+nel+terzo+millennio" title="Il marketing in Italia, per competere nel terzo millennio" target="_blank">sesta edizione</a>.</p>
<p>Analizzandola attentamente si puÃ² capire che il marketing Ã¨:</p>
<ul>
<li><strong>un complesso di attivitÃ </strong>:</li>
</ul>
<p>Quindi il marketing non Ã¨ solo analisi, non Ã¨ solo studio del mercato, del consumatore, come non Ã¨ solo comunicazione, non Ã¨ solo comunicazione! Il marketing <strong>Ã¨ un insieme di analisi, ricerche ed attivitÃ </strong> volte ad incidere sulla produzione di unâ??azienda e, di conseguenza, sul mercato;</p>
<ul>
<li><strong>programmate, organizzate e controllate:</strong></li>
</ul>
<p>Nulla Ã¨ lasciato al caso o allâ??intuito; come tutte le attivitÃ  di impresa deve essere condotto, come sottolineano Cherubini ed Eminente, managerialmente. Questo significa che ogni sua fase deve essere tenuta sotto <strong>controllo</strong>, step by step;</p>
<ul>
<li><strong>basato sullo studio del cliente/consumatore e, piÃ¹ in generale, della domanda e della concorrenza:</strong></li>
</ul>
<p>Quindi il punto di riferimento Ã¨, e deve esserlo sempre, il mercato. Questa precisazione Ã¨ spunto per una digressione su quella che Ã¨ lâ??evoluzione della visione dâ??impresa negli anni, a partire dalla rivoluzione industriale fino ai giorni nostri.</p>
<p>Con lâ??avvento delle macchine, con lâ??automazione del processo produttivo, ci si accorse del vantaggio rappresentato dalle economie di scala. Produrre sempre di piÃ¹ abbatteva il costo di ogni singola unitÃ  di bene prodotto (e questo vale ancora oggi, ovviamente); tuttavia, le aziende concentrate solo sulla quantitÃ  di produzione incappavano in un problema: la produzione Ã¨ la capacitÃ  di creare valore, ma il valore deve essere realizzato (leggasi: trasformato in soldi), se la produzione di elevate quantitÃ  mi permette di abbattere i costi unitari, questo non porta direttamente al profitto: devo vendere, e produrre senza tener conto di questo fatto Ã¨ controproducente. Ford, con il suo modello T non ebbe problemi: ma quelli erano altri tempi e la concorrenza praticamente non esisteva.</p>
<p>Quindi si passÃ² dalle <strong>aziende orientate alla produzione</strong> alle <strong>aziende orientate al prodotto</strong>. La produzione era incentrata sulla qualitÃ  totale del prodotto, ma questo significava investire tutte le risorse sulla creazione del prodotto e non capire come si comportava il mercato, sempre che esistesse un mercato per quel prodotto.</p>
<p>Il passaggio successivo ha visto le <strong>aziende concentrarsi sulla vendita</strong> con forti strategie push tanto che alcuni definiscono  il marketing come l&#8217;<strong>insieme delle azioni mirate a influenzare il consumatore</strong>. Ma anche in questo caso non si riesce a capire cosa vuole il consumatore finale.</p>
<p>Quindi le aziende si sono concentrate sempre di piÃ¹ sul mercato (<strong>marketing oriented</strong>) studiando strategie che hanno portato al marketing come lo conosciamo oggi. Analisi, studi ricerche per <strong>capire </strong>quali sono i <strong>bisogni </strong>del consumatore per soddisfarli con il proprio prodotto.</p>
<p>Oggi ci si sta spostando dalle aziende marketing oriented per entrare nel paradigma del <strong>marketing driven</strong>. Essere <strong>guidati </strong>dal mercato (dal cliente e dai suoi bisogni, dalla domanda esistente e dalla concorrenza) significa ascoltare, studiare e quindi proporre.</p>
<ul>
<li><strong>Attuandosi in forma integrata</strong></li>
</ul>
<p>I punti di vista sono due. Innanzitutto il marketing deve consistere in <strong>azioni coordinate</strong>, in secondo luogo le azioni di marketing devono essere inserite in tutte le fasi aziendali: lâ??azienda, ogni sua parte, deve rendersi conto che le sue azioni possono avere un effetto, in un modo o in un altro, sul consumatore finale.</p>
<ul>
<li><strong>Volto al conseguimento degli obiettivi aziendali di medio/lungo termine</strong></li>
</ul>
<p>Lâ??obiettivo ultimo di qualsiasi azienda Ã¨ il <strong>profitto</strong>. Per raggiungerlo ci sono diverse strade: aumento del fatturato, aumento del margine del contributo, redditivitÃ  degli investimenti, lâ??aumento della quota di mercato, lâ??immagine dellâ??impresa tra i clienti e gli opinion leader, la diffusione del prodotto (saturazione del mercato). Le strategie utilizzate per raggiungere il profitto sono gestite dal marketing.</p>
<ul>
<li><strong>Attento alla soddisfazione del consumatore</strong></li>
</ul>
<p>Non vi sto dicendo che le aziende, di colpo, si trasformano nel buon samaritano. PerÃ² Ã¨ vero che le aziende hanno capito che un cliente soddisfatto Ã¨ un cliente fedele che reitererÃ  lâ??acquisto. In altre parole la <strong>fedeltÃ  </strong>dei clienti <strong>genera </strong>un valore economico (<strong>soldi</strong>) aggiuntivo nel <strong>medio-lungo termine</strong>.</p>
<p>Ma cosâ??Ã¨ la soddisfazione? La <strong>soddisfazione </strong>Ã¨ il <strong>rapporto </strong>che intercorre tra <strong>lâ??appagamento </strong>di un bisogno e <strong>il sacrificio</strong> affrontato (raccolta delle informazioni, acquisto, raccolta delle informazioni post-acquisto) per tale appagamento. Ã? quindi la percezione di aver speso bene il proprio denaro, avendo ottenuto il massimo possibile rispetto alle proprie risorse, al contesto e alla realtÃ  in cui si vive.</p>
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		<title>Marketing &#8211; Schemi, appunti e lezioni</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Oct 2007 22:57:51 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[appunti]]></category>
		<category><![CDATA[schemi]]></category>

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		<description><![CDATA[Creo una nuova categoria, MARKETING, dove scriverò i miei appunti di marketing: mi sono trovato nella necessità  di ritagliarmi delle ampie fette di tempo per rivedere un po&#8217; di accademia dopo aver studiato marketing all&#8217;università. L&#8217;applicazione di quanto studiato in passato si è via via eclissata davanti alle esigenze dei clienti (almeno quello che le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Creo una nuova categoria, <a title="Marketing" href="http://www.accountentando.com/category/marketing/" target="_blank">MARKETING</a>, dove scriverò i miei <strong>appunti di marketing</strong>: mi sono trovato nella necessità  di ritagliarmi delle ampie fette di tempo per rivedere un po&#8217; di accademia dopo aver studiato marketing all&#8217;università.</p>
<p>L&#8217;applicazione di quanto studiato in passato si è via via eclissata davanti alle esigenze dei clienti (almeno quello che le PMI credono essere le loro esigenze), che rappresentano una minuscola parte del complesso sistema del marketing: creare un catalogo, seguirne la progettazione grafica, la preparazione degli impianti stampa e la stampa, progettare un sito, seguire campagne di posizionamento, fotografie, espositori per la GDO, packaging.</p>
<p>Lungi da me l&#8217;intenzione di sminuire queste operazioni che fanno parte delle quotidiane necessità  di un&#8217;azienda. Mi preme piuttosto stigmatizzare l&#8217;abitudine di molti imprenditori di spezzettare le varie componenti del marketing e di affidare l&#8217;analisi e lo studio delle strategie al loro intuito e lasciare la gestione della comunicazione (una delle 4P della parte operativa del marketing) ai fornitori che costano meno (il sito me lo fa mio figlio, la pubblicità  radio la fanno quelli che mi hanno venduto lo spazio, tu mi fai quella per i giornali&#8230;). Per quanto riguarda prezzo, posizionamento e distribuzione&#8230; sono stato in un&#8217;azienda in cui non si conosce il margine di contribuzione medio del singolo prodotto&#8230;</p>
<blockquote><p><span style="color: #c0c0c0; font-size: xx-small;">Inoltre, lo dico sottovoce per scaramanzia, in agenzia si stanno muovendo parecchie novità, nuove relazioni che stanno portando a contatti interessanti nel tessuto imprenditoriale di nuova generazione dove le redini delle aziende stanno passando ai rampolli che hanno appena finito gli studi, non posso sfigurare perché non mi ricordo cos&#8217;è la matrice BCG. Quindi si rende necessaria una rinfrescata e un aggiornamento accademico: ritorno a fare lo studente (con una frequenza un po&#8217; saltuaria) e ritorno sui libri.</span></p></blockquote>
<p>Quindi, con estrema umiltà , ripasserò</p>
<p>Perchè pubblicare sul blog gli appunti?</p>
<p>Bhà sostanzialmente per due motivi:</p>
<ul>
<li>Creare una rubrica, per quanto aperiodica, mi costringe a mantenere un impegno con i lettori e quindi mi sprona a continuare</li>
<li>E poi il blog mi permette, speriamo che accada presto e spesso, la possibilità  di confronto, che continuo a considerare una delle basi per l&#8217;apprendimento.</li>
</ul>
<p>Quindi invito tutti a commentare, criticare, aggiungere, discutere quanto scrivo nei miei schemini riassuntivi.</p>
<p>Mi date una mano?</p>
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<p class='technorati-tags'>Technorati Tags: <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/appunti' rel='tag' target='_self'>appunti</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/Marketing' rel='tag' target='_self'>Marketing</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/schemi' rel='tag' target='_self'>schemi</a></p>

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