Attenti al guerrilla marketing
account | 11 Marzo 2007Parolamia, su lo direi così, pubblica un’interessante replica all’articolo apparso su Il Mondo di Venerdì 9 marzo dal titolo: “Attenti al guerrilla marketing“.
Nella sua analisi parla del silenzio che i media tradizionali dedicano a questa nuova attività di marketing, accusando di questo in primis le agenzie di comunicazione non disposte a riorganizzarsi per affrontare la guerrilla del mercato.
Ovviamente punto sul vivo, l’account non può che pacatamente replicare.
Un’agenzia di comunicazione è un po’ come un artista che lavora per un mecenate (il cliente). Ovviamente la sua “arte” non può che essere influenzata dai voleri di chi mette i soldi.
E’ bene sapere che spesso e volentieri il cliente (nella persona del responsabile marketing, del direttore vendite o del titolare nel caso di aziende di piccole dimensioni) èil migliore art, copy, fotografo che ci sia su piazza. Non c’è da meravigliarsi che il più delle volte l’agenzia si trovi a diventare mera esecutrice dei voleri del cliente.
Ho visto dei cataloghi meravigliosi ed efficaci dal punto di vista commerciale (un catalogo serve per vendere) trasformarsi via via in un inutile spreco di carta; in un’aberrazione totale, in un accozzaglia di foto, testi ed illustrazioni messa lì alla rinfusa dopo i vari passaggi di controllo.
Molte volte le schifezze che si vedono su alcune pubblicità ospitate dalla carta stampata e su alcuni spot televisivi non dipendono dall’incapacità o dal vuoto creativo dell’art director o del copy di un’agenzia (potrei raccontarvi di quanto ho sentito a riguardo del famoso spot che vedeva una barca a vela e una soubrette italiana a pubblicizzare un wurstel; oppure spendere due parole su una nota acqua minerale che ha cambiato dall’oggi al domani il suo testimonial).
La prima azione di guerrilla marketing che abbiamo fatto risale a qualche anno fa (prima che la rete ne diventasse così affamata). Era per un negozio di lingerie di Treviso.
L’operazione ha riscosso un notevole successo (aumento della brand awareness, del passaparola e quindi delle vendite), ma molto spesso il cliente si accontenta di azioni a spot non coordinate e continuative. Questo perché l’imprenditore del nordest considera la comunicazione una spesa e quindi vuole risultati subito, non vuole stimolare il sorriso, non vuole coltivare emozioni, vuole vendere.
Fortunatamente esistono anche gli illuminati, quelli che capiscono che è giusto sorprendere il cliente, intrattenerlo, ma sono pochissimi.
Di azioni di guerrilla marketing ne ho proposte, ma il cliente mi ha sempre risposto picche, “non è il momento, non lo fa nessuno, non sono organizzato per farlo”
Quindi mi sento di difendere le agenzie di comunicazione, ma io sono di parte.



















Ma io sono perfettamente d'accordo con te. So bene che
parolamia06 | 11 Marzo 2007Ma io sono perfettamente d’accordo con te. So bene che il coltello dalla parte del manico, alla fine ce l’ha chi investe. Però, bada bene, l’investimento che fanno le agenzie non è da meno: ne va dell’immagine della loro professionalità . Quindi, va benissimo accontentare il cliente però occorre presentare anche idee valida. Che poi la scelta ricada sulla proposta “meno bella” se questa è fatta ad arte risulterà comunque piacevole ed utile.
Ma così stiamo generalizzando un pò troppo il discorso. Quello che mi premeva sottolineare nel mio post è che le agenzie devono cercare comunque di mettersi in ascolto dei clienti e cavalcare l’onda del cambiamento. Che poi, sono loro i primi a dover “vendere” le proprie idee a chi le commissiona!
Leggiti l'articolo di Lombardi su l'ultimo numero del "latore della
Daniele | 13 Marzo 2007Leggiti l’articolo di Lombardi su l’ultimo numero del “latore della presente”.
Ciao, sono un collega. Art. Non posso che essere dâ??accordo
antonio | 14 Marzo 2007Ciao, sono un collega. Art.
Non posso che essere dâ??accordo con te. Spesso ho pagato a caro prezzo e sulla mia pelle il fatto di non voler accettare che il cliente snaturasse le mie idee (che poi erano quelle sposate dallâ??agenzia) o anche solo appoggiasse la matita su un layout. Alla fine lui paga e quindi il â??giocattoloâ? lo vuole subito, bello e dai risultati talmente immediati che già il fotolitista che ti fa il digital rimane affascinato e si precipita a comprare il suo prodotto…
Che dire?…
Buona fortuna
antonio
[...] mi invita, in un commento al mio post sul
Accountentando » Attacco all’account? - Vita d'account in un'agenzia di marketing, comunicazione e pubblicità | 21 Marzo 2007[...] mi invita, in un commento al mio post sul guerrilla marketing a leggere lâ??articolo Free as lunch [pdf] scritto da Gianni Lombardi, apparso su â??Il latore [...]