Cos’è un logo

Posted by on febbraio 24, 2007 at 12:10 pm.

Ho promesso di spiegare il logo di accountentando. Per fare questo preferisco creare una base semantica comune, costruire un percorso in modo che si capisca di cosa stiamo parlando quando utilizziamo un certo termine.

Nel definire alcune parole della comunicazione è facile trovarsi in disaccordo, cosa dovuta al fatto che, per quanto mi riguarda, gli studi accademici sono stati contaminati dalle consuetudini linguistiche utilizzate per poter comunicare con i clienti.

All’imprenditore del nord est gli girano un po’ le balle quando inizi a parlare tecnico ed alza delle barriere che rendono ogni spiegazione inutile (soprattutto in fase di preventivazione di un lavoro). Non lo biasimo, se qualcuno che mi vende qualcosa di altamente tecnico e mi parla difficile, la prima cosa che penso è ad una grandissima e sonora fregatura.

Quindi parlando e soprattutto scrivendo (preventivi e fatture) devo guardarmi bene dall’utilizzare anche solo la parola marketing. Ovviamente questa contaminazione mi porterà  a dare definizioni di termini tecnici che potrebbero far rivoltare lo stomaco dei puristi, ma qui si parla di quello che accade ad un account ben specifico, in una realtà  ben specifica. Quindi correggetemi, ditemi la vostra, ma quello che scrivo qui è la realtà  dei fatti che vivo tutti i giorni (tesisti, se capitate qui non copiate ed incollate nulla, non mi assumo la responsabilità  di quanto scrivo).

Tornando a noi:

Ho notato la presenza di un bel po’ di confusione riguardo la definizione di logo(tipo). Sembra essere prassi comune utilizzare la parola logo come sinonimo di brand (marca).

Il brand o marca è costituito da simboli concreti come il nome, lo slogan e la parte di design e comunica l’identità  di un’azienda, di un prodotto o di un servizio. [cfr. wikipedia].

Spessissimo il logo(tipo) e la parte grafica vanno a braccetto: la scelta di un font, di un allineamento, di un’ondulazione, rendono, di fatto, la parte testuale del brand quasi indistinguibile dalla parte prettamente grafica.
Ad esempio la marca Coca Cola è di fatto un marchio grafico, ma nasce dalla calligrafia del primo contabile di John Pemberton.
Il logo Nike, al contrario, nella sua evoluzione, è arrivato a rinunciare totalmente alla parte testuale, lasciando tuttavia inalterata la riconoscibilità  del famoso swoosh
Sarebbe difficile cercare un esempio di una marca rappresentata solo da una scritta, perché anche la scelta di un font è una scelta grafica.

E’ comprensibile allora questa confusione. Quindi personalmente concordo nel definire il logo come il simbolo costituito da testo e grafica (non sempre contemporaneamente presenti) atto a contraddistinguere l’identità  di un’azienda, di un prodotto o di un servizio.

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8 Comments

  • Renato Toffon scrive:

    Facendo una ricerca mi sono imbattuto in questo contributo che mi ha trovato pienamente d'accordo per quanto riguarda il rapporto con i clienti del nord/est. Una categoria che in buona misura è vaccinata alla vendita imbonitrice.
    Sono in parte in disaccordo con la tesi che non si può parlare in modo tecnico. Secondo il mio punto di vista è solo un problema di chiarezza e capacità dimostrativa di quanto si va affermando.
    Per chiarire la definizione del logotipo generalmente mi riferisco a quanto diceva il Devoti Oli: Logos dal greco "parola" (diverso da quanto detto da Wikipedia che lo definisce "scegliere", vedi anche "Logorroico", "Logopedista" che niente hanno a che vedere con la scelta). Quindi se il termine Logotipo deriva da logos è la parte scritta di una marca, la parte verbale. Per estensione, dal punto di vista grafico, si avvicina alle font.
    Altro discorso è il marchio che ha un'origine incerta ma ci viene in aiuto la teoria che lo vuole derivare dal germanico marka che significa segno, confine, regione (vedi Marca Trevigiana, Regine Marche). qui dal punto di vista grafico ci porta verso ad un segno, una rappresentazione e per estensione si avvicina all'icona.
    Generalmente quando faccio questo tipo di distinzione le persone rimangono stupite e iniziano: "ma allora …" e non sbagliano mai.
    Altra cosa ancora è la marca che non ha niente a che vedere con il marchio. Quest'ultimo è qualcosa di tangibile, definito, spesso registrato e quindi uguale a se stesso nel tempo.
    La marca è qualcosa in continua evoluzione che cambia con il mercato, è legata all'immagine che trasmette di se, alle sue relazioni. E' qualcosa di intangibile e complesso come può essere la spiegazione della declinazione, nel tempo, della famiglia del Mulino Bianco, del suo packaging e della responsabilità sociale aziendale.
    Tornando all'inizio sono convinto che è necessario semplificare e non rimanere nel nebuloso. Spiegare fornendo ancore a cui fare riferimento e capire quanto si sta spiegando.

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